Riabilitazione Posturale Mézières

Indicazioni: Riporto qui di seguito le indicazioni contenute nel sito ufficiale del metodo Mézières in Italia, l’AIFIMM:

Il campo di interesse è quello della patologia ortopedica:

  • VERTEBRALE (scoliosi, iperlordosi, cifosi, compressione dei dischi intervertebrali e relative radicolopatie, sciatalgia, cervico-brachialgia, ecc.)
  • ARTICOLARE (artrosi, conflitto scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi, ecc)
  • MUSCOLARE (lombalgia, torcicollo, mialgie, ecc.)
  • DISMORFICA (locking/sublussazione temporomandibolare, ginocchia vare o valghe, piede piatto o cavo, cedimento arco anteriore plantare, alluce valgo, ecc.).

Il Metodo Mezieres trova inoltre applicazione nell’ambito della medicina preventiva come strumento per evitare la degenerazione patologica degli squilibri posturali asintomatici e nell’ambito sportivo come mezzo per migliorare il gesto e la preparazione atletica.

Questo metodo venne ideato in Francia negli anni quaranta da Françoise Mézières, fisioterapista diplomatasi presso l’Ecole Française d’Orthopédie et Massage di Parigi. Dagli anni cinquanta poi, grazie all’intensa attività di formazione intrapresa dalla Mézières, il suo metodo si è diffuso in tutto il mondo ed è diventato un riferimento fondamentale per la riabilitazione ortopedica.

Le idee chiave che portarono all’elaborazione del metodo furono suggerite a Françoise dal fallimento del trattamento, con corsetto di cuoio e ferro, di una paziente con ipercifosi dorsale.

 

 

Distendendo la paziente sul dorso ed esercitando una pressione sul petto per ridurre la cifosi, si creava una fortissima iperlordosi a livello lombare.

 

Françoise a questo punto chiese alla paziente di portare le ginocchia al petto (per provocare una retroversione del bacino), allo scopo di contrastare l’iperlordosi lombare!

Questo secondo tentativo di correzione provocò un’immediato spostamento della lordosi a livello cervicale!

 

 

Grazie a queste osservazioni, e ad altre maturate durante il corso del proprio lavoro, Mézières giunse ad alcune conclusioni:

  • i muscoli dorsali si comportano come se fossero un unico grande muscolo che chiamerà poi catena posteriore.
  • La catena posteriore è soggetta ad andare in accorciamento, e questo fatto provoca un’alterazione della fisiologia delle curve del rachide.
  • qualsiasi azione a livello locale (cervicale, dorsale, lombare) ha un effetto immediato su tutta la catena posteriore che si traduce in uno spostamento a valle o a monte della curva che si tenta di modificare: “(…) tutte le azioni localizzate, sia allungamenti che accorciamenti, provocano il raccorciamento del sistema, per flessione o per rotazione.”.
  • il dolore, cui sono soggetti i pazienti con patologie a carico del rachide, porta ad un blocco diaframmatico in inspirazione che come conseguenza comporta un’accentuazione della lordosi lombare (il diaframma è un muscolo che ha inserzione anche sulle vertebre lombari).

Successivamente Mézières individuò altre tre catene muscolari oltre a quella posteriore e, dallo studio del loro comportamento, arrivò a comprendere che, usando le parole di Mauro Lastrico:

La contrattura e successiva retrazione muscolare organizzata nelle catene cinetiche, determina una modificazione della normale simmetria corporea. (…) questa è la causa di tutte le patologie ortopediche (tranne quelle di origine congenita o acquisita)[1].”.

Il motivo sta nel fatto che queste contratture-retrazioni muscolari causano delle deviazioni di colonna vertebrale, spalle, bacino, ginocchia, piedi dalla loro posizione fisiologica (dismorfismi). 

Dal momento in cui è stata identificata la causa delle patologie nella retrazione delle catene muscolari è stata elaborata una proposta terapeutica che vede l’allungamento e la riarmonizzazione dei rapporti tra le diverse catene muscolari. Si tratta di un lavoro che viene effettuato contemporaneamente su tutte e quatto le catene muscolari del nostro corpo, perchè, come abbiamo visto, il lavoro a livello distrettuale risulta essere completamente inefficace. Alla base del trattamento, come in ogni metodo riabilitativo, c’è un’accurata valutazione del paziente.

Per il disegno ringrazio l'Arch. Silvia Farina.

Osservazione e valutazione costituiscono il cardine di ogni trattamento riabilitativo perché permettono di individuare gli obiettivi e le modalità del nostro intervento. Occorre valutare il paziente in diverse posture e osservare sia in che modo le assume spontaneamente che come le  mantiene se gli si indica di conformarsi a specifici parametri standard di riferimento. 

Esempio. Nell’immagine a fianco potremmo osservare che la paziente spontaneamente, in stazione eretta, tende ad anteporre la marcatamente la spalla destra, a ruotare la testa leggermente a sinistra… Da supina mantiene un’asimmetria nella posizione del polso di destra….

Potremmo poi valutare la qualità della sua propriocezione ad esempio chiedendole, da supina, se sente di essere allineata in modo simmetrico e vedere che “aggiustamenti” fa a seguito di questa nostra richiesta. 

In utlimo, andremo ad effettuare l’allinemento in base ai parametri standard che assumiamo come riferimento. Utilizzeremo questa modalità sia come ulteriore fonte di informazioni  per la nostra valutazione che come base su cui strutturare il nostro lavoro.

Un ruolo chiave in questo trattamento è svolto dalla respirazione in combinazione con un particolare tipo di contrazione muscolare, che prende il nome di contrazione isometrica (contrazione che non porta all’accorciamento del muscolo. Si verifica ad esempio quando teniamo sollevate le buste della spesa mantenendole in una posizione stabile.). Durante il trattamento viene chiesto al paziente di effettuare specifiche contrazioni isometriche, con i muscoli in massimo allungamento, durante l’espirazione. Inspirazione ed espirazione nel trattamento si svolgono diversamente da come siamo abituati nella vita di tutti i giorni. L’apprendimento di questa diversa modalità che chiameremo respiro terapeutico è l’elemento fondamentale delle prime sedute.

Un ringraziamento particolare va alla carissima collega Laura Manni, mia istruttrice Mézières, per avermi trasmesso generosamente non soltanto le conoscenze necessarie per acquisire il metodo ma anche, grazie alla sua personale esperienza di allieva della Mézières, tracce dell’atmosfera di quegli anni in cui Françoise lavorava e faceva formazione.

 

ALBO ufficiale AIFIMM (Associazione Italiana Fisioterapisti per lo studio e lo sviluppo del Metodo Mézières) degli OPERATORI SPECIALIZZATI NEL METODO MEZIERES 

 

Video-intervista a Françoise Mézières:

https://www.youtube.com/watch?v=Es5Ui-jrEvA

 

 

 


 

 

[1] Mauro Lastrico.     Biomeccanica Muscolo-Scheletrica e Metodica Mézières. 2016 Demi
Edizioni. Roma