Osteoporosi

Le nostre ossa sono il frutto di un continuo processo di formazione e riassorbimento. Quando il tasso di riassorbimento è pari a quello di formazione la massa ossea rimane stabile, quando invece è maggiore la massa ossea si riduce. Nel secondo caso, quando la riduzione della densità minerale ossea o BMD  (Bone Mineral Density. E’ una misura della quantità di minerali presenti in un centimetro cubo di osso) è più lieve viene fatta diagnosi di osteopenia mentre quando si verifica un  fenomeno più massiccio si parla di osteoporosi. Nell’osteoporosi la riduzione di massa ossea comporta un alto rischio di fratture. 

La riduzione della BMD può essere dovuta, nelle donne, alla post-menopausa o ad insufficienza ovarica (osteoporosi di tipo I), in soggetti di entrambi i sessi poi può essere legata all’età (osteoporosi di tipo II) o può derivare da altri fattori eziologici (osteoporosi secondaria)[1]. L’osteoporosi secondaria può essere dovuta a patologie del sistema endocrino, ad emopatie, a malattie gastrointestinali, a malnutrizione, o all’utilizzo di alcuni farmaci (corticosteroidi, eparina)[2]Esistono anche forme di osteoporosi idiopatica giovanile. 

                               Dal sito del ministero della sanità apprendiamo che a livello epidemiologico: 

https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?area=Salute+donna&id=4491&menu=patologie#:~:text=Secondo%20i%20dati%20ISTAT%20relativi,il%2032%2C2%25%20oltre%20i

Molte conoscenze riguardo all’osteoporosi la scienza le ha approfondite e le sta approfondendo anche attraverso lo studio dell’impatto dei viaggi spaziali sulla salute degli astronauti. Durante le missioni spaziali gli astronauti si trovano a vivere per un certo periodo di tempo al di fuori dell’influenza della forza di gravità terrestre e, come vedremo, l’assenza di questo stimolo ha su di loro delle ripercussioni importanti a livello fisico.

Assenza di gravità
Assenza di gravità

La gravità è una forza che dipende dalla massa dei corpi, la cui intensità è inversamente proporzionale alla distanza tra i corpi stessi, elevata al quadrato. La terra, in virtù di questa forza, ci attrae verso il centro della sua massa. Questa cosa a livello propriocettivo  ha a che fare con la sensazione che abbiamo del peso del nostro corpo, ma anche delle cose che maneggiamo o con cui ci relazioniamo fisicamente. 

Forza di gravità

L’assenza della forza di gravità altera il fisiologico equilibrio tra riassorbimento e produzione di tessuto osseo: 

si ipotizza che l’assenza dello stimolo ambientale “gravità” comporti da un lato una riduzione dell’attività degli osteoblasti (cellule che lavorano alla formazione di nuovo tessuto osseo) e dall’altro un aumento dell’attività degli osteoclasti (cellule che lavorano al riassorbimento osseo) determinando così un bilancio negativo a livello della densità del tessuto osseo (osteopenia/osteoporosi). Le ossa, difronte ad un ridotto carico di lavoro riducono la propria densità.

Negli astronauti, già nelle primissime settimane di assenza di gravità si riscontra un aumento dei livelli di calcio nelle urine (ipercalciuria), segno che la perdita di calcio dalle ossa è in corso. 

A livello muscolare l’assenza di gravità causa ipotrofia. Anche i muscoli, infatti, trovandosi ad esercitare un ridotto carico di lavoro, riducono il proprio volume.  

L’ipotrofia muscolare però, a sua volta, contribuisce alla perdita di massa ossea, per via della ridotta azione meccanica dei muscoli sull’apparato scheletrico:

le ossa infatti, per mantenere la giusta densità tissutale, necessitano anche dell’azione costante di una muscolatura adeguatamente forte che le sottoponga a stimoli meccanici importanti, necessari a sollecitare il mantenimento di una struttura ossea adeguatamente resistente che possa sostenerne l’intensità.  

Gli osteoclasti sono cellule che lavorano al riassorbimento osseo
Gli osteoblasti sono cellule che lavorano alla formazione di nuovo tessuto osseo

Le nostre ossa quindi hanno bisogno dell’azione combinata della forza di gravità e di un apparato muscolare sufficientemente sviluppato. Riguardo alla forza di gravità, la cosa fondamentale però è che la sua azione venga esercitata in senso longitudinale sul nostro corpo, ovvero occorre che trascorriamo un certo numero di ore svolgendo attività in stazione eretta. Tra le problematiche che si verificano in caso di lunghi periodi di allettamento [3] infatti, si riscontra proprio la forte perdita di massa ossea. 

Lunghi periodi di allettamento comportano perdita di massa ossea e muscolare.
Attività in stazione eretta favoriscono l'aumento di massa ossea e muscolare

La diagnosi di osteoporosi  viene effettuata mediante MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), una metodica della diagnostica per immagini che permette di apprezzare perdite di massa ossea anche di lieve entità. Il rilievo viene effettuato a livello del femore e della colonna lombare.

IMMAGINE DELLA MOC COLONNA LOMBARE
GRAFICO DELLA MOC COLONNA LOMBARE
DATI DELLA MOC COLONNA LOMBARE
IMMAGINE DELLA MOC FEMORALE
GRAFICO DELLA MOC FEMORALE
DATI DELLA MOC FEMORALE

FISIOTERAPIA

Come abbiamo visto precedentemente, perché le nostre ossa possano conservare un adeguato stato di salute, è necessario che vengano sottoposte regolarmente a specifiche sollecitazioni meccaniche[4], la cui intensità deve essere ovviamente tarata in rapporto alle possibilità biomeccaniche ossee di ciascuno. Numerosi studi clinici hanno ampiamente dimostrato che gli esercizi di rafforzamento muscolare possono portare a un aumento della densità minerale delle ossa a cui i muscoli allenati sono collegati[5] e che, conseguentemente, programmi di esercizio fisico adeguatamente studiati possono contrastare la riduzione di BMD [6], migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurne il rischio di fratture [7].

L”esercizio fisico è oggi parte integrante del trattamento dei pazienti con osteoporosi. In generale, un programma di esercizi dovrebbe comprendere tra i propri obiettivi il miglioramento della flessibilità generale, dell’equilibrio, della forza muscolare, della stabilità del tronco, della stabilità del cammino e della capacità cardiovascolare[8].

BIBLIOGRAFIA:
 

[1] Sinaki, Mehrsheed. “Exercise and osteoporosis.” Archives of physical medicine and rehabilitation 70.3 (1989): 220-229.

[2] Todesco, Silvano, Pier Franca Gambari, and Leonardo Punzi. Malattie reumatiche. McGraw-Hill, 2007.

[3] Takata, Shinjiro, and Natsuo Yasui. “Disuse osteoporosis.” Journal of Medical Investigation 48.3/4 (2001): 147-156. 

[4] Sinaki, Mehrsheed, et al. “The role of exercise in the treatment of osteoporosis.” Current osteoporosis reports 8.3 (2010): 138-144.

[5] Sinaki, Mehrsheed. “Exercise for patients with osteoporosis: management of vertebral compression fractures and trunk strengthening for fall prevention.” PM&R 4.11 (2012): 882-888.

[6] Sinaki, Mehrsheed, et al. (Cit. 2)

[7] Sinaki, Mehrsheed. (Cit. 3)

[8] Sinaki, Mehrsheed. (Cit. 3)

SINAKI, MEHRSHEED, et al. “Efficacy of nonloading exercises in prevention of vertebral bone loss in postmenopausal women: a controlled trial.” Mayo Clinic Proceedings. Vol. 64. No. 7. Elsevier, 1989.

Sinaki, Mehrsheed, et al. “Can strong back extensors prevent vertebral fractures in women with osteoporosis?.” Mayo Clinic Proceedings. Vol. 71. No. 10. Elsevier, 1996.

Kai, Ming Chan, Mary Anderson, and Edith MC Lau. “Exercise interventions: defusing the world’s osteoporosis time bomb.” Bulletin of the World Health Organization 81.11 (2003): 827-830. 

Sinaki, Mehrsheed. “Musculoskeletal Challenges of Osteoporosis: Therapeutic Exercise/Strength Training A Review.” From the World of Osteoporosis/Turkiye Osteoporoz Dunyasindan 15.2 (2009)

Improving musculoskeletal health in patients with osteoporosis (https://www.mayoclinic.org/medical-professionals/physical-medicine-rehabilitation/news/improving-musculoskeletal-health-in-patients-with-osteoporosis/mac-20430142)